A quasi un mese di assenza dal blog, mi faccio nuovamente viva. In un periodo in cui la mia creatività sembra essersi un pò spenta, ho deciso di riprendere in mano questo progetto, per non farmi rapire dalla noia cupa di queste giornate piovose e far rivivere in me la solarità e euforia che mi ha sempre contraddistinto. I colori, i rumori ed il volume racchiusi nelle forme che creo, ne sono una testimonianza. Con una consapevolezza sempre maggiore che si va avanti solo se lo si vuole, cerco di spingermi in avanti, anzichè continuare ad andare controcorrente.
Ogni tanto penso al costume di questa società che sempre meno sembra calzarmi, data la mia convinzione di vivere in una società piuttosto divisa: da una parte una sempre maggiore spensieratezza che si spinge avanti con gli anni, in un'eterna convinzione di una gioventù ormai troppo in là per essere chiamata tale, e dall'altra una spinta sotterranea verso il nuovo, nuovo che nasce dalla rivisitazione del passato. In generale, naturalmente. Parlo di tendenze, di correnti, di modi di fare che sempre più vanno massificando le persone in una continua corsa verso il raggiungimento di obiettivi poco concreti.
A volte mi chiedo se fossi nata 50 anni fa? Come sarei? Mi sento spesso fuori da questo mondo, in mezzo a persone che non sempre capisco, ad abitudini che mi stanno strette (o forse troppo larghe?), a piaceri mondani di cui non riesco a godere. E allora mi chiedo..ma se fossi vissuta in una casa di campagna, con una bella famiglia, magari con un lavoro e i piaceri della vita domestica, sarei stata sempre io?? Mi sarei sentita forse più a mio agio in un mondo dove sarei risultata un'innovatrice, una delle poche..ora sembra di essere solo una delle tante.
E capiamoci bene, non si parla qui della volontà di passare una vita nel focolare domestico ad accudire casa, figli e marito, a fare le veci di una famiglia che ti considera perno vitale, ma estranea alla società. Si parla, forse, di una maggiore facilità a trovare se stessi in un mondo in cui quello che ti viene chiesto è limitato a quello che puoi offrire, dove l'uomo rimane ancora tale, senza doversi sdoppiare in mille ruoli che spesso non gli appartengono.
Quello che non mi piace della società oggi è proprio questa, la maschera che la maggior parte sono costretti a portare, che nasconde la vera identità, creando una confusione generale nei quotidiani incontri di mille facce, sorrisi, occhi, mani, che nascondono un essere che non è in grado di mostrarsi, che è nascosto al mondo, ma anche a se stessi.
Quando parlo di nascere 50 anni fa, forse parlo proprio della semplicità dei rapporti, senza nascondere però, che questo millennio, con la sua ricchezza che sfocia spesso in confusione, dà la possibilità di scegliere, di incontrare, di vedere, di relazionarsi con quelle migliaia di identità sperse per le strade di metropoli, paesi, piccoli città e reti virtuali, in un oceano di luoghi che dobbiamo essere in grado di saper leggere..
Nonostante riflessioni che generano in me una certa consapevolezza, non perdo mai di vista il mio obiettivo qui..che è quello di farmi conoscere e far conoscere quello che creo..
Nuove foto, vecchi ricordi..

